lunedì 4 maggio 2009

La difficile arte del saper apprezzare



                                  Ibrahimovic zittisce i tifosi dopo il goal segnato alla Lazio


Erano diversi anni che non andavo a San Siro a vedere una partita di calcio: sabato sera, da buon milanista, sono andato a vedere Inter - Lazio.

Prima di entrare nello stadio mi concedo un paio di birrette col collega che mi accompagna e mi guardo un po' attorno. 
I venditori di panini con la salamella fanno affari d'oro, così come le bancarelle di sciarpe, magliette e bandiere. 
I carabinieri si annoiano, rassicurati dal gemellaggio fra le due tifoserie, mentre gli stewart all'ingresso lavorano di buona lena.
Mi colpisce la presenza di molti bambini: vestiti dai genitori coi colori del cuore, trasmettono quel genuino entusiasmo che diverrà un bel ricordo e un gran rimpianto quando saranno adulti.

Il colpo d'occhio sugli spalti quando le squadre entrano in campo è molto bello: posti quasi tutti occupati e gran sventolio di bandiere. Siamo in curva sud, di fronte agli ultras dell'Inter: una posizione privilegiata per apprezzare la coreografia che hanno preparato. E' un omaggio a Gabriele, il tifoso della Lazio ucciso nel novembre 2007 da un colpo di pistola esploso da un poliziotto sull'autostrada. 
Fra i molti striscioni mi colpisce uno in particolare: "giornalisti sciacalli".

Inizia la partita e il mio collega, rendendosi evidentemente conto della mia impreparazione, rinuncia a scambiare pareri tecnici con me per intavolare un discorso da vero tifoso con il suo vicino di posto. 
Il match non offre grandi emozioni, ma io mi diverto ugualmente. Certo, rimango seduto e un po' in imbarazzo quando quasi tutti nello  stadio si alzano e saltando cantano "chi non salta milanista è" e rimango un po' perplesso quando iniziano a gridare "milanista pezzo di merda"... mi consolo costatando che il mio collega, simpaticamente, evita di unirsi al coro.
Per sfogarmi un po' e per intonarmi al sentire generale mi unisco ai canonici insulti all'arbitro, ma c'è da dire che il mio classico "arbitro cornuto" mi fa sembrare quasi un Lord inglese e, allora, aggiungo un bel "arbitro bastardo".

L'Inter non gioca bene, anzi, gioca maluccio e intorno a me iniziano le critiche alla squadra: Figo è un vecchio e non salta più l'uomo... Ibrahimovic si guarda la partita dal campo, è un mercenario e se ne deve andare... Mourinho non sa mettere la squadra in campo... Santon non deve giocare a destra... e chi più ne ha più ne metta. 
Considerando che la squadra è prima in classifica con 7 punti sulla seconda e che, mancando solo 5 giornate alla fine del campionato, difficilmente perderà lo scudetto, le giudico critiche ingiuste, esagerate, troppo severe.
Ma il tifoso interista è così: ipercritico, mai contento, perennemente insoddisfatto e, quindi, alla fine del primo tempo fischia sonoramente la propria squadra.

Nel secondo tempo, dopo un paio di sostituzioni azzeccate da parte dell'allenatore, Ibra segna e, platealmente, porta l'indice alla bocca per zittire il pubblico.
Questo gesto del campione svedese ha fatto molto clamore, i giornali del giorno dopo ne hanno parlato molto.
Il pubblico ha sempre ragione o, a volte, quando esagera, il giocatore ha il diritto a ribellarsi ad una critica che trova ingiusta?

Il cercare di migliorarsi è una caratteristica umana, è la caratteristica che ha permesso all'uomo di evolversi, di progredire, di fare nuove scoperte e di compiere nuove invenzioni che hanno migliorato la nostra vita quotidiana.
Credo, però, che se ci focaliziamo solo al volerci migliorare, al voler progredire, al cercare la perfezione rischiamo di non godere dell'oggi, dei risultati che abbiamo conseguito.
Rischiamo di non vedere il bello che c'è intorno a noi nel presente.

Aspettando di capire qual'è l'alchimia giusta per conciliare l'ambizione di miglioramento al saper godere di quello che si ha, faccio i complimenti all'Inter per lo scudetto... ( ma chi ci crede???).


Vincenzo

p.s. La partita è finita 2-0 per l'Inter.



3 commenti:

marina vicari lerario ha detto...

Adesso ti seguo; hò trovato tuo blog cercando "Amici miei", film nella mia lista. Abito a São Paulo, Brasile. Anche a mè piace Goya, Dario Fò, Caravaggio, e molte cose che hò visto nel tuo blog. Fai una visita nel mio. Gradirei. Scusa mio italiano. Mia mamma era alessandrina. Durante la II Guerra mio papà è stato prof. di architettura nella università a Torino, prima del bombardamento, of course.

GIAN CARLO ha detto...

Da interista e runner non posso non accettare con orgoglio i tuo complimenti per il 17esimo scudetto neroazzurro.. intanto con o senza alchimie... mi gratto.

Vincenzo Beninato ha detto...

Marina, il tuo italiano non è niente male... e seguendo i blog puoi imparare anche simpatiche espressioni come quella di Gian Carlo: "mi gratto"...

Il tuo blog lo visito subito.