venerdì 29 maggio 2009

Il nocciolo della questione (4)


Youngstown



                                                    La raffineria Saras di Sarroch, Cagliari - Ansa


Martedì pomeriggio sono morti tre operai mentre lavoravano in una raffineria vicino Cagliari.
Come troppo spesso accade i sistemi di sicurezza erano inadeguati.
La stampa ne ha parlato molto: un po' per il numero delle vittime e un po' per la notorietà della famiglia proprietaria dell'impianto industriale.

La ricerca del profitto, la voglia di guadagnare, la sete di ricchezza sono ambizioni umane più che legittime: sono il volano che spinge le persone a lavorare, a impegnarsi e, in definitiva, a migliorarsi. 
L'uomo, però, se viene lasciato libero di seguire i sui sogni di ricchezza, se viene lasciato libero nel "mercato", tenderà a mettere il profitto in cima ai suoi pensieri a discapito di tutti gli altri valori. 
Una società civile non dovrebbe permettere che sull'altare del profitto venga sacrificata la vita umana. 
Non c'è scitto da nessuna parte che un uomo si debba arricchire oltre ogni limite, oltre lo spendibile, oltre il ragionevole.

Youngstown è una delle più belle canzoni di Bruce Springsteen.
Parla del glorioso passato e del tragico presente dei lavoratori siderurgici di una cittadina dell'Ohio: orgoglio per aver prodotto l'acciaio con cui è stata costruita l'America e umiliazione per la perdita del lavoro e dell'identità causate dalle delocalizzazioni produttive.
C' è una strofa che dice:

"La storia è sempre la stessa
Settecento tonnellate di metallo al giorno
Ora signore, mi dici che il mondo è cambiato
Un tempo ti ho fatto molto ricco
Talmente ricco che ti sei dimenticato il mio nome".

Ecco, per una volta sarebbe bello cambiare la storia: dimenticare il nome della famiglia ricca e ricordare i nomi di chi l' ha resa così ricca.

Daniele Melis.
Bruno Muntoni.
Luigi Solinas.


Vincenzo

 

2 commenti:

patrizia ha detto...

In Italia il lavoro sta diventando sempre più
sinonimo di “sacrificio di vite umane”…
Quando si punta al risparmio in genere la qualità del lavoro è
scadente e non si garantiscono i diritti dei lavoratori.
Il risultato porta a delle morti tangibili, come nel caso
dei tre lavoratori della Saras, o a delle vite apparenti ….
Le vite apparenti sono quelle di chi non può avere un
futuro a causa di un mercato
del lavoro che offre solo disoccupazione, precariato e stipendi
bassissimi.. La politica che punta al ribasso coinvolge ormai
tutti i settori lavorativi e il numero delle vite apparenti è sempre
in crescita….

Vincenzo Beninato ha detto...

Vite apparenti...
Senza dubbio c'è troppo lavoro apparente... il precariato credo sia uno dei mali più grossi della nostra società, ma si parla sempre di altro.

E dire che l'articolo 1 della Costituzione recita "l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".

http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm