Alta arte figurativa...

A volte delle cose piccole, degli avvenimenti all'apparenza poco importanti, marginali, possono spiegare meglio di mille discorsi la realtà in cui viviamo.
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Ieri pomeriggio, alla presenza del presidente del Consiglio, il ministro del turismo (sì, da un mesetto abbiamo anche il ministro del turismo nella persona di Michela Vittoria Brambilla: per quali meriti questa signora sia diventata ministro della Repubblica, non lo so... qualche sospetto mi viene, ma lo tengo per me) il ministro, dicevo, ha presentato il nuovo logo che rappresenterà e darà lustro all'Italia nel mondo.
Adesso, dire che il nuovo logo è brutto è un elegante eufemismo tanto quanto dire che sono rimasto stupito nel leggere quali ispirazioni sono state seguite per idearlo: " abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita".
Spero che almeno il ministro abbia capito quello che ha detto.
Ci sono cose più importanti di un logo, mi rendo conto: e però pensare che si agisce con tanta sciatteria, che si danno ministeri a persone totalmente incompetenti, che si scelgono grafici con chissà quali criteri clientelari (parliamoci chiaro, un qualsiasi ragazzo appena uscito da una scuola di grafica avrebbe fatto un lavoro migliore di quello) lascia l'amaro in bocca.
Guardando quel logo obrobrioso mi è venuto in mente il lavoro che il ministero del turismo spagnolo commissionò a Joan Mirò nel 1983: ecco, dispiace dirlo, ma il confronto delle opere marca la differenza tra un paese serio ed uno... fate voi...
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Il logo Turespaña di Joan Mirò
Vincenzo