lunedì 28 giugno 2010

Insegnami a ballare



Il caldo è arrivato, le zanzare si fanno sentire e il gelato alla menta non mi fa impazzire. 
"Ci vuole un po' di pazzia, se no non potrai mai spezzare la corda ed essere libero".




Il governo greco, per saldare i debiti, ha deciso di mettere in vendita alcune isole.
Non sono greco, ma sono incazzato come una belva.


Vincenzo

giovedì 10 giugno 2010

Fertile illusione




Dagli alpeggi della val d'Ossola il ricordo dei Partigiani scende a valle per sedimentarsi in un ceppo.

E il dolore è velato, la fanciullezza pura e maliziosa, il moto perpetuo nasconde irrequietezza.

Il merlo continua incessantemente a fischiare la sua speranza.
E non è detto che Pedro finisca i suoi giorni in catene.

E' ora di godersi il viaggio senza pensare alla meta: possederti è una fertile illusione.



Vincenzo

mercoledì 5 maggio 2010

Approssimandosi al baratro




Atene. Manifestanti assediano il Parlamento greco per protestare contro il piano di austerity voluto dal governo che fa pagare il conto della crisi alle fasce sociali più deboli.


Una notizia, all'apparenza secondaria, mi ha colpito, infastidito e incupito.

Nei giorni scorsi, in commissione lavori pubblici del Senato, è stato approvato un emendamento proposto da Senatore Cosimo Gallo che prevedeva la non sottrazione dei punti sulla patente per gli autisti che commettono infrazioni stradali con auto di servizio istituzionali. Le auto blu, per capirci.
Il Senatore, per giustificare la norma, ha dichiarato che "spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante".

Rimango interdetto. Sarò ingenuo e moralista, ma mi chiedo: tu, Senatore della Repubblica, che sei stato votato e sei pagato coi soldi pubblici per fare le leggi e quindi dovresti rispettarle, proponi una legge che permette ad un tuo "sottoposto" di infrangere le norme senza danni?

Oggi ho letto che l'emendamento è stato soppresso, ma l'amarezza rimane.

Possibile che siamo governati da persone così sfacciatamente distanti dai problemi reali?
Possibile che non si rendano conto, non ci rendiamo conto, che il baratro è una possibilità concreta?

Vincenzo



mercoledì 21 aprile 2010

Onore al toro!

Arturo Macias colpito dal toro il 13 aprile a Siviglia.


Aprile dolce dormire e ne avrà di tempo per sonnecchiare Arturo Macias, il giovane torero messicano incornato nella Plaza de Toros di Siviglia lo scorso martedì.
E avrà anche tempo, nel letto della clinica del "Sagrato Corazon", per ringraziare la Madonna di non aver permesso alle corna del toro dell'allevamento dei Palha di recidergli l'arteria femorale.
Il baldo messicano se l'è cavata, si fà per dire, con due profonde ferite nell'interno coscia: una di dieci e l'altra di venti centimetri.

A volte vince il toro.
Per questo tutti possiamo vincere. Prima o poi.

Onore al toro e auguri ad Arturo.


Vincenzo

giovedì 8 aprile 2010

Aspettando le sue foglie



Un albero ad inizio primavera

Che si staglia verso il cielo
In alto biforcuto
Immobile e vivo

Aspettando le sue foglie, aspettando le sue foglie



Vincenzo

giovedì 25 marzo 2010

Fotografie Rock


Johnny Cash (Flipping the Bird), San Quentin Prison, 1969 © Jim Marshall



E' morto ieri, a New York, Jim Marshall. Aveva 74 anni e faceva il fotografo.
Il fotografo rock.

Nella sua lunga carriera ha immortalato, tra gli altri, Bob Dylan, i Beatles, Janis Joplin, i Rolling Stones e Jimi Hendrix.

Ed era nel backstage del concerto di Johnny Cash nel carcere di San Quintino.





Vincenzo

martedì 23 marzo 2010

San Filippo d'Agira


Agira, fotografata dalla terrazza



Una terrazza di bei ricordi
Con i dischi lanciati come frisbee
Con i discorsi da grandi
Con i fuochi d'artificio nelle notti d'estate

Una terrazza di nostalgia
Per quello che poteva essere ma non è stato
Pensando a chi ci ha voluto bene e non c'è più
Ringraziando il Cielo di aver vissuto


Una terrazza è una telefonata
Per dirti che è stato un imbroglio
Per dirti che sei disonesto
Per dirti che non è amore

Una terrazza di speranze
Perché non si è soli nella palude
Perché bisogna crederci
Perché l'Amore trionfa

Sempre.


Vincenzo

venerdì 5 marzo 2010

Perfidia

I libri si accumulano anche se il tempo per leggerli è troppo
La signora dei fiori è gentile e in imbarazzo
Un atto d'amore ha sempre senso

Operai sui tetti vegliano disincantati
Autisti ubriachi bruciano i semafori
Venditori di rose sorridono speranzosi, ma il cane abbaia e ripiegano in ritirata

Il sangue dei vinti non ha prezzo ma ha un costo, il rimorso
La città è muta stanotte
Ma la perfidia non l'avrà vinta


Julie London - Perfidia (Leeds-Dominquez,1963)


Vincenzo 


lunedì 1 marzo 2010

You talkin' to me?














Robert De Niro e Bruce Springsteen,  premiati dal presidente Obama nel dicembre scorso come artisti della migliore tradizione americana.

Corsi e ricorsi: ecco un gustoso brano tratto dall’autobiografia di Clarence Clemons, sassofonista della E street band, “Big Man. Storie vere & racconti incredibili”, edito da Arcana editrice.

“L’hai visto Taxi Driver?”, chiese Bobby.
“Certo”, disse Clarence. “Chi non l’ha visto?”.
“Bene”, fece Bobby. “Hai presente la scena che faccio a un certo punto?”.
“Quale scena?”, domandò Clarence.
“La scena dello specchio”, disse Bobby. “‘Ma dici a me?’”.
“Ah, cazzo, certo. Come no. ‘Dici a me? Non ci sono che io qui’”, fece Clarence, pentendosi di aver appena fatto un’imitazione di Robert De Niro di fronte a Robert De Niro.
“Esatto”, fece Bobby. “L’ho rubata”.
“L’hai rubata?”, disse Clarence.
Bobby fece il suo tipico cenno col capo alla Robert De Niro. “Non è originale”, disse. “L’ho rubata di sana pianta”.
“A chi?”, domandò Clarence.
“A Bruce”, disse Bobby.
“Il mio Bruce?” disse Clarence.
“Il Boss”, disse Bobby. “Il signor Springsteen”.
Clarence ci rimuginò su per un minuto. Bobby lo osservava. Poi Clarence si ricordò.
“Ah, sì…”, esclamò.
“L’ha fatto in concerto”, disse Bobby. “A un certo punto c’è il pubblico completamente in delirio. Sono tutti in piedi a urlare a squarciagola, a chiamarlo per nome, e lui si ferma sotto la luce di un riflettore, posa lo sguardo su quella massa di gente urlante, e senza scomporsi di un millimetro fa: ‘Ma dite a me?’. Poi si guarda intorno, per assicurarsi che non ci sia nessun altro, e ripete la domanda. ‘Ma dite a me? A me? Con chi state parlando? Dite a me?’. Geniale, cazzo”.
Clarence lo fissò per un po’ e fece un largo sorriso. “Che figlio di puttana”, esclamò.
“Ma dici a me?”, rispose Bobby.


Robert De Niro in Taxi Driver, film del 1976 diretto da Martin Scorsese.

Vincenzo

giovedì 18 febbraio 2010

Miaoooo!























Antonella Clerici, sul palco di San Remo insieme al noto cantante Antonio Cassano, mentre, pur non avendo le calze, si sfila una giarrettiera!

Qualche anno fa, se all'ora di pranzo mi trovavo a casa, poteva capitare che guardassi in tv "La prova del cuoco", simpatico programma culinario presentato da Antonella Clerici splendidamente coadiuvata da Beppe Bigazzi.

Per chi segue un po' il gossip non racconterò nulla di nuovo: gli anni passano, le cose cambiano, non ci sono più le mezze stagioni e al cuor non si comanda! Antonella si lega sentimentalmente con Eddy Martens, un giovane di bell'aspetto di 13 anni più giovane di lei: non che la differenza di età sia una cosa negativa, anzi. Forse ci sarebbe da eccepire sul fatto che il bel Eddy inizi a lavorare per la Rai con un suntuoso stipendio dopo una raccomandazione della fidanzata, ma almeno hanno avuto il coraggio di ammettere la "spintarella".
La storia d'amore prosegue, la Clerici rimane incinta ed è costretta ad abbandonare la conduzione della "Prova del cuoco" per accudire la bimba che nasce nel febbraio 2009.
Ad affiancare il buon Bigazzi alla conduzione arriva Elisa Isoardi una bella ragazzona piemontese, giovane, spiritosa e dal corpo che non lascia indifferenti.

La faccio breve: Antonella, finito l'allattamento, pretende di tornare a condurre la "sua" trasmissione. Il direttore di Rai 1, piemontese come Elisa, le fa presente che la trasmissione è della Rai e quindi decide lui: la Isoardi deve restare. Il pubblico si spacca: "meglio la vecchia"... "no, meglio la giovane"... "poi ci si chiede perchè si fanno pochi figli...se si perde il lavoro!"... "ma per favore, mica stiamo parlando di lavoratrici precarie a 1000 euro!!!".

Comunque: la Isoardi è rimasta tra i fornelli della "Prova del cuoco" e alla Clerici, come contentino da un milione di euro, hanno affidato la conduzione di San Remo!
Ok, mi fermo... il festival non lo seguo e non lo voglio commentare: non ho un senso dell'orrido così sviluppato!

E il buon Bigazzi, il nostro arzillo nonnino buongustaio, con chi si è schierato in questa guerra per bande? Non è dato sapere.
Quel che si sa, però, è che il Beppe, sempre pronto a presentare piselli freschi e guanciali, lenticchie rosse e pane cotto a pietra, bresaola d'anca e arance sanguinelle, dolci friulani piuttosto che miele sardo, eccetera, eccetera, eccetera, dopo essere riuscito a passare indenne alla buriana, è inciampato su un gatto: sospeso dalla Rai perchè ha ricordato, con troppa disinvoltura in verità, che una volta in toscana si era usi mangiare i simpatici felini!


E' proprio vero: quando credi che il peggio è passato, quando credi di averla fatta franca... zac, fregato!

Anzi, miaoooo, graffiato!!


Vincenzo


mercoledì 10 febbraio 2010

Fuoriclasse

Guttuso e Quasimodo: siciliani, quasi coetanei, iscritti al P.C.I.
Forse non dei geni, ma senz'altro dei fuoriclasse.



























Renato Guttuso - Studio per "Gott mit Uns", 1943

UOMO DEL MIO TEMPO - Salvatore Quasimodo,1947

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. - E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.



Vincenzo

venerdì 5 febbraio 2010

La sorella di Dalì

Salvador Dalì - Muchacha en la ventana, 1925



Chissà cosa guardava, chissà cosa aspettava, chissà cosa pensava la sorella di Dalì.

Il Barbaresco una colonna Dorica.
Il Barolo una colonna Ionica.
Così dice "l'esperto" in tv.
E la Vanna, vacca da latte. E Zergas il toro, che copre le bovine. E il viale delle abitazione dei salariati fissi. E il gallo cotto nel vino di Gattinara. E la panissa vercellese... col salame sotto grasso per 4 mesi, si mette a friggere in una padella con della pancetta... quando è rosa si aggiungono riso e fagioli. Gnam.

E lei sta lì, azzurra e statuaria. Col culo basso.
E guarda.
E aspetta.
E pensa.


Vincenzo

mercoledì 27 gennaio 2010

Il giorno della Memoria

Marc Chagal-La crocefissione Bianca, 1938
http://lettovisto.myblog.it/archive/2009/03/16/la-crocifissione-bianca-di-marc-chagall.html


Oggi, sessantacincque anni fa, i soldati dell'armata rossa aprirono le porte del campo di sterminio di Auschwitz: ecco perchè questo è il giorno scelto per commemorare l'Olocausto.

Tempo fa trovai una bellissima citazione di Primo Levi, uno tra i pochissimi che riuscirono ad uscire vivi da quel campo, che dice "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" e allora mi sembra bello, oggi, celebrare questa giornata riportando un pensiero di Levi espresso nel 1974 e, sono sicuro, ancora molto attuale.

"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti".

(
Primo Levi dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).


Vincenzo

sabato 16 gennaio 2010

Cosacchi a cavallo

Amazzoni con costumi del 19secolo cavalcano nella campagna moscovita -Sergei Karpukhin/Reuters-



Avanzare al galoppo nella neve,
suoni ovattati, tatto intorpidito, fumo dal naso.

Il Re dei Tartari riposa nella grotta di ghiaccio,
sulle spalle un caldo mantello di pelli di volpi,
tra le mani la lettera inviatagli dal Principe Igor.

I Cosacchi sono alle porte del Regno,
e c'è una difficile scelta da fare.
La guerra o la resa?
Bene o male, odio o amore, giusto o sbagliato?

Sarà una lunga notte per la sentinella del Re dei Tartari.


Vincenzo





giovedì 7 gennaio 2010

Il cane Blues e le formiche



Era di tutti e di nessuno, bisognoso di cure ma molto autonomo.
Si muoveva a suo agio nella grande città, lo potevi vedere a nord e poche ore dopo a ovest, per poi rivederlo a sud-est, per poi ritrovartelo a sud.
Ma al sud stava male.
Si muoveva in metrò e pure in taxi, prendeva la filovia e il tramvai, guidava la macchina e sapeva andare in bicicletta: ma solo con le rotelle.
Guardava gli altri mangiare e poi, se rimaneva qualcosa, si serviva. Non disdegnava cucinarsi da sé e gli piaceva bere, ma mai da star male.
Gli piaceva correre sui prati, giocar con la palla e al volo saltare: così, per brio, con estro, per puro divertimento.

A volte spariva per qualche settimana e nessuno sapeva dove andasse: magari in montagna o magari al mare, chissà... sicuramente sapeva sciare, certamente era un grande nuotatore.

Da dove gli derivassero tutte queste doti e abilità non fu mai chiaro.
Si sa solo che, tra le altre particolarità, ne aveva una che forse era un dono, una sorta di visione mistica.
Capitava così, senza preavviso, senza apparente logica.
A volte al risveglio e a volte in quell'attimo eterno dell'addormentarsi.
Gli capitava a volte nel sogno e a volte in piena coscienza.
Era come se, ad una velocità supersonica, fosse stato catapultato dallo spazio siderale al suolo.
Di muso. A guardare le formiche.

Questa è la storia del cane Blues: il cane che era di tutti e di nessuno.


Vincenzo

venerdì 18 dicembre 2009

Arbeit Macht Frei



Ci sono notizie che si commentano da sole, ci sono atti così spregevoli da provare vergogna per chi li compie.

Dal sito del Corriere:
" Un atto di vandalismo, ma dalla connotazione fortemente simbolica. Il cartello recante l'iscrizione in tedesco «Arbeit Macht Frei» («Il lavoro rende liberi») posto all'ingresso dell'ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, è stato rubato da ignoti".


"Il lavoro rende liberi".
La banalità di una frase che ci ricorda la banalità del male.


Vincenzo



martedì 8 dicembre 2009

Legione Condor



Guernica, 1937 - Pablo Picasso




E dai semi di morte lanciati dai piccoli di condor, germogliò il genio.

Vincenzo

giovedì 26 novembre 2009

Il nocciolo della questione (12)


Vietato chiedere aiuto



A Varallo, una ricca città del vercellese, c'è un sindaco leghista, nonchè deputato della Repubblica, che ha in uggia il burqua, il burquini e il niquab.
E' proprio andato in fissa: da tempo, ormai, cerca in vari modi di impedire alle donne di indossare questi indumenti della tradizione musulmana.

Il sindaco-Onorevole, per essere sicuro di essere capito, si è anche inventato dei nuovi "cartelli stradali" da affiggere nelle vie da lui amministrate ( la foto sopra ve li mostra) e li ha voluti bilingue ( italiano-arabo) mostrando in questo modo, bontà sua, fiducia nell'alfabetizzazione degli immigrati.


Ora: non voglio scendere nel merito della questione, ossia se sia giusto rispettare le tradizioni religiose (ma in definitiva sarebbe meglio dire se sia giusto permettere alle persone di vestirsi un po' come gli pare), oppure se gli immigrati che vengono in Italia si debbano adeguare ai nostri costumi: e quindi vai con le arabe minigonnate.

Quello di cui vorrei parlare, invece, è l'ultima parte dell'ordinanza-cartello stradale: "vietata l'attività a vu' cumprà e mendicanti".

I mendicanti.
Chi sono costoro? Chi mendica? Cosa mendicano?
Ci sono politici che mendicano un posto in Parlamento, medici che mendicano un posto da primario, giudici un avanzamento di carriera, militari un avanzamento di grado, operai che mendicano un passaggio di livello.
Ci sono figli maltrattati che mendicano un po' d'affetto, persone sole che mendicano quattro chiacchiere da uno sconosciuto per strada, malati che mendicano cure e attenzioni.
E ci sono cani abbandonati che mendicano un padrone.
A chi è rivolta l'ordinanza che vieta l'attività ai mendicanti?

Mendicare non è mai un bello spettacolo da vedere, men che meno quando a mendicare è una persona che ha bisogno di aiuto, perchè qui non bisogna prendersi per il culo: il sindaco- deputato non ce l'ha coi mendicanti che ho elencato sopra.
Ce l'ha con i barboni, con i morti di fame, con i reietti della società, con chi chiede l'elemosina magari per mangiare.
Ce l'ha con chi mendica un aiuto al prossimo.

Ce l'ha con i poveri.

Io non ce l'ho col sindaco-deputato.
Ce l'ho con chi lo vota.

"Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi".
Speriamo.


Vincenzo

martedì 24 novembre 2009

Il nocciolo della questione (11)

Marilyn Monroe - Una vera diva



Il troppo stroppia

E sei lì, tranquillo, si fa per dire, che guardi la tv.
Vuoi un programma leggero, non impegnato, ma al contempo non cazzuto e grottesco tipo gandefratello e simili... e allora scegli lo sport: sportitalia.
Un servizio sul calcio, tanto per cambiare... e poi, improvviso, come una pugnalata, come uno sputo in chiesa, come uno sguardo torvo di un bambino, come una birra calda, come un fuoco freddo... arriva lei; gambe lunghissime minigonnate con ai piedi scarpe con zeppe da puttana o, come si usa dire oggi, da escort.

Non reggo la visione: sarò moralista, ma questa mercificazione del corpo femminile mi fa ribrezzo.
Cosa c'entra un programma sportivo col sesso?

Cambio canale: c'è Belen che pubblicizza cellulari.

Spengo la tv.



Vincenzo