venerdì 18 dicembre 2009

Arbeit Macht Frei



Ci sono notizie che si commentano da sole, ci sono atti così spregevoli da provare vergogna per chi li compie.

Dal sito del Corriere:
" Un atto di vandalismo, ma dalla connotazione fortemente simbolica. Il cartello recante l'iscrizione in tedesco «Arbeit Macht Frei» («Il lavoro rende liberi») posto all'ingresso dell'ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, è stato rubato da ignoti".


"Il lavoro rende liberi".
La banalità di una frase che ci ricorda la banalità del male.


Vincenzo



martedì 8 dicembre 2009

Legione Condor



Guernica, 1937 - Pablo Picasso




E dai semi di morte lanciati dai piccoli di condor, germogliò il genio.

Vincenzo

giovedì 26 novembre 2009

Il nocciolo della questione (12)


Vietato chiedere aiuto



A Varallo, una ricca città del vercellese, c'è un sindaco leghista, nonchè deputato della Repubblica, che ha in uggia il burqua, il burquini e il niquab.
E' proprio andato in fissa: da tempo, ormai, cerca in vari modi di impedire alle donne di indossare questi indumenti della tradizione musulmana.

Il sindaco-Onorevole, per essere sicuro di essere capito, si è anche inventato dei nuovi "cartelli stradali" da affiggere nelle vie da lui amministrate ( la foto sopra ve li mostra) e li ha voluti bilingue ( italiano-arabo) mostrando in questo modo, bontà sua, fiducia nell'alfabetizzazione degli immigrati.


Ora: non voglio scendere nel merito della questione, ossia se sia giusto rispettare le tradizioni religiose (ma in definitiva sarebbe meglio dire se sia giusto permettere alle persone di vestirsi un po' come gli pare), oppure se gli immigrati che vengono in Italia si debbano adeguare ai nostri costumi: e quindi vai con le arabe minigonnate.

Quello di cui vorrei parlare, invece, è l'ultima parte dell'ordinanza-cartello stradale: "vietata l'attività a vu' cumprà e mendicanti".

I mendicanti.
Chi sono costoro? Chi mendica? Cosa mendicano?
Ci sono politici che mendicano un posto in Parlamento, medici che mendicano un posto da primario, giudici un avanzamento di carriera, militari un avanzamento di grado, operai che mendicano un passaggio di livello.
Ci sono figli maltrattati che mendicano un po' d'affetto, persone sole che mendicano quattro chiacchiere da uno sconosciuto per strada, malati che mendicano cure e attenzioni.
E ci sono cani abbandonati che mendicano un padrone.
A chi è rivolta l'ordinanza che vieta l'attività ai mendicanti?

Mendicare non è mai un bello spettacolo da vedere, men che meno quando a mendicare è una persona che ha bisogno di aiuto, perchè qui non bisogna prendersi per il culo: il sindaco- deputato non ce l'ha coi mendicanti che ho elencato sopra.
Ce l'ha con i barboni, con i morti di fame, con i reietti della società, con chi chiede l'elemosina magari per mangiare.
Ce l'ha con chi mendica un aiuto al prossimo.

Ce l'ha con i poveri.

Io non ce l'ho col sindaco-deputato.
Ce l'ho con chi lo vota.

"Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi".
Speriamo.


Vincenzo

martedì 24 novembre 2009

Il nocciolo della questione (11)

Marilyn Monroe - Una vera diva



Il troppo stroppia

E sei lì, tranquillo, si fa per dire, che guardi la tv.
Vuoi un programma leggero, non impegnato, ma al contempo non cazzuto e grottesco tipo gandefratello e simili... e allora scegli lo sport: sportitalia.
Un servizio sul calcio, tanto per cambiare... e poi, improvviso, come una pugnalata, come uno sputo in chiesa, come uno sguardo torvo di un bambino, come una birra calda, come un fuoco freddo... arriva lei; gambe lunghissime minigonnate con ai piedi scarpe con zeppe da puttana o, come si usa dire oggi, da escort.

Non reggo la visione: sarò moralista, ma questa mercificazione del corpo femminile mi fa ribrezzo.
Cosa c'entra un programma sportivo col sesso?

Cambio canale: c'è Belen che pubblicizza cellulari.

Spengo la tv.



Vincenzo

sabato 21 novembre 2009

Il nocciolo della questione (10)



"... in direzione ostinata e contraria".
Fabrizio De Andrè

Questa bella frase di Fabrizo De Andrè compare nella homepage di nessun luogo è lontano, un'associazione romana di volontariato che si occupa di immigrazione.
Tra le altre iniziative i volontari hanno creato "Semina", un centro diurno socio educativo destinato ai minori stranieri ed italiani.
Nel centro i ragazzi, dai 7 ai 18 anni, possono giocare, leggere, chiedere aiuto per i compiti scolastici, fanno attività di gruppo e hanno a disposizione dei laboratori pedagogici.

Tutte queste cose le ho scoperte perchè questa mattina il Presidente della Camera è andato a far visita a questi ragazzi stranieri e, giustamente, i mezzi d'informazione ne hanno parlato.

Parlando a braccio coi ragazzi Fini ha detto, riguardo a chi insulta gli stranieri per il loro colore della pelle, queste parole:

"Qualche volta c'è qualche stronzo che dice una parola di troppo?
Guarda, il Presidente della Camera è la più alta carica (perchè è un metro e ottantacinque), però... parla anche lui come voi... quindi, anche se scappa una parolaccia... l'imporante è non offendere nessuno.
Però se qualcuno vi dice che siete diversi per il colore della pelle o perchè venite da un altro paese, la parolaccia la merita, voi la pensate, gliela dico io e così siamo pari ".

Ecco, leggere queste cose mi ha fatto nascere un sentimento duplice.
Da un lato la soddisfazione che la terza carica di questo fetentissimo Stato, non so se in malafede, per lotte di potere, per interessi politici... ma non penso sia questo oggi il punto, abbia detto certe cose.
Dall'altro lato mi chiedo: ma dove cazzo è la sinistra in Italia?
Possibile che certi argomenti li debba portare avanti quello che è stato il segretario del MSI?

Mai votare per partito preso...


Vincenzo

Camilleri per la casa di Laura: progetto di "nessun luogo è lontano" a favore dei bambini etiopici.


giovedì 5 novembre 2009

Sushi



Shima-zoroi On'na-benkei - Utagawa Yoshikuni



Non fermarsi alle apparenze: scoprire, approfondire e poi rallegrarsi di aver avuto ragione.
A non fermarsi.

Questo in generale.
Anzi, in particolare.

Pensavo che mangiare sushi fosse un po' snob e un po' da parvenu.
Una di quelle minchia di mode milanesi, insomma.
Invece è buono.

Minchia.


Vincenzo

lunedì 26 ottobre 2009

Il nocciolo della questione (9)



La difficile arte di divertire


Letizia Moratti e il noto comico Teo Teocoli


La sempre elegante Letizia Moratti mi ha mandato via posta una simpatica brochure dove si elencano gli straordinari miglioramenti apportati dalla giunta comunale da lei guidata a Milano.
Pesco a caso: "più sicurezza anche attraverso l'ordinanza che vieta l'alcol ai minori di 16 anni... il call center attivo h24... l'ecopass... la diminuzione del traffico del 6,8%... le 1400 bici pubbliche a noleggio (oneroso)... il rafforzamento dei mezzi pubblici... l'inizio lavori delle nuove metropolitane... nuovi box sotterranei... più alloggi popolari... più aiuto alle famiglie... aiuto agli anziani... giro di vite nelle zone a rischio sicurezza (giuro, c'è scritto proprio "giro di vite!!!!")... più illuminazione... più cultura... meno abusivismo edilizio...".

Ora: chi vive a Milano, dopo la lettura dell'opuscolo pubblicitario si sarà fatto una bella risata, o, se di animo sensibile, si sarà intristito per la presa in giro: tutta aria fritta, si capisce.
Ma non è questo che vorrei sottolineare.

La cosa che più mi ha colpito è il titolo scelto per la brochure: " el nost milan la nostra milano our milan" con l'idioma milanese prima di quello italiano e di quello inglese.

Adesso: che la Moratti si appresti ad ospitare l'Expo e allo stesso tempo dia più importanza al dialetto milanese piuttosto che all'inglese non mi sorprende, fa parte del personaggio.
Non vi nascondo,però, che dal sindaco della città che ospita la squadra di calcio denominata Internazionale (nonchè cognata del presidente della suddetta) mi sarei aspettato un po' più di internazionalismo... . ;-)


Vincenzo

Aldo Giovanni e Giacomo, la cadrega:



venerdì 23 ottobre 2009

La Paura è il nostro peggior nemico

Lupo iberico - Jose Luis Rodriguez



Ecco la foto di Jose Luis Rodriguez, vincitrice del concorso Wildlife Photographer of the year 2009.

Rimangono solo mille - duemila esemplari di lupi iberici (una sottospecie del lupo grigio) nel nord della Spagna.
L'uomo, credendoli pericolosi, li ha sterminati.

L'ignoranza genera paura.


Vincenzo

mercoledì 14 ottobre 2009

Intestucciato

Sbarco Alleato in Sicilia, 1943 - Robert Capa



E l'accendino in tasca che fa passato, che anche se non fumi serve.
Sono intestucciato.
Intestucciato, che termine curioso: rende l'idea, però.

"Capitano, dammi la rotta!". " Sei tu il capitano!".

In realtà, i testi in inglese delle canzoni non li capisco: mi piace il ritmo, intuisco qualche frase, qualche parola e se mi incuriosisco cerco la traduzione. A volte è una brutta sorpresa, nel senso di testo del cazzo (che fa supporre una testa di cazzo di cantante) e a volte, invece, è una bellissima sorpresa.
E' il caso di Under pressure, dei Queen: c'è questa strofa che fa:

"Why - why - why ?
Love love love love love
Insanity laughs under pressure we're cracking
Can't we give ourselves one more chance
Why can't we give love that one more chance
Why can't we give love give love give love give love
give love give love give love give love give love"


Bella. E non la traduco, perchè voi l'Inglese lo conoscete, vero??!!?

Tirano giù il Giants Stadium, giù in Jersey, e Bruce ci ha tenuto l'ultimo concerto.
Per l'occasione ha scritto una canzone: "Wrecking ball".


Ecco, a volte ci vorrebbe una di quelle palle per tirare giù tutto e poi ricostruire.
Bella la tromba.

Chissà com'è continuata la vita del contadino della foto qui sopra, scattata da Capa nelle campagne siciliane durante lo sbarco Alleato del 1943.
Sembra un mio vecchio zio morto da poco, quel contadino.
Un amico fraterno di mio nonno.
In Sicilia tutto cambia per non cambiare, altro che americani.

Sono intestucciato.

Vincenzo

giovedì 24 settembre 2009

Il filo dei ricordi







Un albero di amarene

Una lucertola morta in una scatola di dentifricio

Il segno del cuscino sul viso

Retromarcia in autostrada

Un gioiello perso in una pista da ballo

La messa Gospel

Siciliani a Torino


Filo di rame, filo di perle, filo del discorso, filo di trucco, ti faccio il filo, appeso a un filo, filo di pancia, filo da cucire, filo incazzato, filo doppio, filo logico, filo chirurgico, filo di fumo, filo di ruggine, filo del rasoio, filo arrossato, filo stonato, filo imprudente, sempre sorprendente.

...un filo lega tutto, mai spezzare i fili...


Vincenzo


venerdì 11 settembre 2009

Il nocciolo della questione (8)



Il treno dei desideri


Tramonto sulla stazione di Krasnodar, Russia


Sono affascinato dai treni, ogni volta che ne vedo uno, in stazione o su qualche passante cittadino, lo guardo con piacere, quasi con affetto.
Ho trascorso molte ore della mia vita sui treni, specie da bambino.
Viaggi che dovevano durare 14 ore molte volte ne duravano 24: mi riferisco ai treni degli immigrati che ogni estate facevano la spola tra nord e sud Italia. Nel caso della mia famiglia da Milano alla Sicilia: viaggi interminabili, sudati, odorosi, assonnati.
E malgrado ciò, o, per paradosso, proprio per queste reminiscenze infantili, amo i treni.

E di treni voglio parlare.
Anzi, voglio parlare delle scelte strategiche di Trenitalia, ben sapendo che le ferrovie sono pubbliche e quindi le loro scelte, alla fin fine, sono dettate dalla nostra classe politica.
Dire che le scelte sono dettate da noi cittadini mi sembra un po' troppo!

Parliamo di alta velocità: della tanto decantata "freccia rossa" che, a detta dei ferrovieri, altro non è, in moltissimi casi, che il vecchio convoglio eurostar verniciato di rosso!

Se, per ipotesi, volessi andare da Milano a Rimini in treno avrei due opportunità: o un diretto eurostar che ci impiegherebbe 3 ore e 34 e mi costerebbe 33,30 euro, oppure, sfruttando l'alta velocità, potrei arrivare a Bologna, cambiare convoglio e risparmiare 30 minuti!
Certo, spenderei 19 euro in più e farei un cambio.
Mhh, ottimo, direi!

Se invece, sempre per ipotesi, volessi andare a Napoli non avrei bisogno di far cambi a Bologna: un bel frecciarossa mi porterebbe direttamente nell'ex capitale borbonica in appena 5 ore e 35 minuti alla modica cifra di 83,60 euro.
Certo, qualcuno potrebbe obbiettare che con Meridiana volo a Napoli in 1 ora e 20 spendendo solo 6 euro in più... ma io potrei controbattere dicendo che il viaggio in treno è più affascinante.
Mhh, poco convincente?

A mio avviso l'alta velocità è un lusso che si possono permettere i paesi ricchi, i paesi dove la rete ferroviaria ordinaria è ad un buon livello: Francia, Germania e Giappone, per fare degli esempi.
Grandi zone dell'Italia, soprattutto in meridione, non sono servite dalla ferrovia. In Sicilia, spesso, è ancora presente il monorotaia.
I treni ordinari sono spesso guasti, sporchi, in ritardo.
I treni pendolari sono in condizioni pietose, vergognose, indegne di un paese civile.
Non scherzo, in Tunisia ho visto treni migliori di quelli da noi usati per studenti e lavoratori!

Detto questo, mi chiedo: che senso ha spendere le poche risorse a disposizione per qualcosa di superfluo come l'alta velocità?
E' troppo avere come desiderio che i soldi pubblici vengano spesi per il bene di tutti e non per le speculazioni di pochi?


Vincenzo



giovedì 6 agosto 2009

Guidare tutta la notte




Cenare alle 19,00... molto lombardo, molto anziano, molto palloso.
A volte fai quello che vuoi, a volte ti adegui...

Vorrei guidare tutta la notte.


".... e vorrei che Dio mi mandasse una parola, mi mandasse qualcosa che potessi avere paura di perdere ....".


Vincenzo

domenica 26 luglio 2009

90 anni alla grande



                                   Fiori di ficodindia sui monti Nebrodi - Chiara Samugheo


Per quella volta che un topo è entrato in sala e tu lo hai ucciso con la scopa...

Per quella volta che ti ho chiusa nello stanzino... 

Per quella volta che è entrato un pipistrello in bagno e lo hai neutralizzato con lo scopino del gabinetto...

Per tutte le volte che prima del pane mi hai preparato la "guastedda"...

Per le volte che "sei stanco del viaggio, ti ho fatto la gallina a brodo"...

Per la foto che hai nella vetrinetta...

Per il boccale da riempire con la granita...

Per quel giro nell'orto una decina di anni fa...

Per i racconti di quando eri giovane...

Per l'esempio di forza...

Per il discorso di 10 giorni fa...

Per le lacrime quando vado via...

Per tutto quello che sarai...

Auguri, nonna.


Vincenzo



venerdì 10 luglio 2009

Il nocciolo della questione (7)


Gerontocrazia



                                                I presidenti Obama e Napolitano con le rispettive consorti. 


All'Aquila è in corso il G8.
Nutro forti dubbi sull'utilità di questi vertici: mi danno l'impressione di essere una passerella per i potenti del mondo, momenti di giusta aggregazione, con molte foto e molti banchetti, ma dove difficilmente si riesce a prendere delle decisioni che siano una sintesi di tante esigenze spesso discordanti.
L'unica trovata geniale è stata la grossa scritta fatta da dei terremotati su un prato visibile dalla sede del vertice: "yes, we camp".

L' aspetto di cui voglio parlare, però, è un altro. 
Obama è stato ricevuto al Quirinale dal nostro presidente della Repubblica: mi è sembrato il nipotino che va a trovare il nonno.

Uno fra i problemi che affliggono l'Italia è l'avere una classe politica vecchia.
Per restare alle due figure pubbliche più importanti, il presidente del consiglio e quello della Repubblica, notiamo che uno, Berlusconi, ha 73 anni di cui 15 passati in politica e l'altro, Napolitano, ha ben 84 anni di cui 56 passati nelle istituzioni.
 
Ora, con tutto il rispetto che si può avere per le persone anziane, anzi, usiamo le parole in modo appropriato... con tutto il rispetto che si deve avere per i vecchi, bisogna rendersi conto che nella vita ci sono stagioni diverse e che l'età che precede la morte naturale è da vivere in serenità, magari accudendo i nipotini, magari dando saggi consigli ai più giovani... ma lasciando le leve del comando a persone più giovani e forti.

Questo in tutti i campi, si capisce, ma a maggior ragione in politica, in un settore che chiama a responsabilità enormi e a scelte che riguardano la collettività, la res publica.


Vincenzo




martedì 7 luglio 2009

Blood Brothers


Berna, 30 giugno 2009. Clarence Clemons, malato di artrosi, viene accompagnato da Bruce Springsteen al suo posto per il concerto allo Stade De Suisse: come ricompensa, un bacio. 


Quando avrai bisogno io sarò lì

E aiutando te aiuterò me

Per sempre blood brothers


Vincenzo


giovedì 25 giugno 2009

Il nocciolo della questione (6)


Alta arte figurativa...


                                                                                Il nuovo logo "Italia"


A volte delle cose piccole, degli avvenimenti all'apparenza poco importanti, marginali, possono spiegare meglio di mille discorsi la realtà in cui viviamo.

Ieri pomeriggio, alla presenza del presidente del Consiglio, il ministro del turismo (sì, da un mesetto abbiamo anche il ministro del turismo nella persona di Michela Vittoria Brambilla: per quali meriti questa signora sia diventata ministro della Repubblica, non lo so... qualche sospetto mi viene, ma lo tengo per me) il ministro, dicevo, ha presentato il nuovo logo che rappresenterà e darà lustro all'Italia nel mondo.

Adesso, dire che il nuovo logo è brutto è un elegante eufemismo tanto quanto dire che sono rimasto stupito nel leggere quali ispirazioni sono state seguite per idearlo: " abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita".
Spero che almeno il ministro abbia capito quello che ha detto. 

Ci sono cose più importanti di un logo, mi rendo conto: e però pensare che si agisce con tanta sciatteria, che si danno ministeri a persone totalmente incompetenti, che si scelgono grafici con chissà quali criteri clientelari (parliamoci chiaro, un qualsiasi ragazzo appena uscito da una scuola di grafica avrebbe fatto un lavoro migliore di quello) lascia l'amaro in bocca.

Guardando quel logo obrobrioso mi è venuto in mente il lavoro che il ministero del turismo spagnolo commissionò a Joan Mirò nel 1983: ecco, dispiace dirlo, ma il confronto delle opere marca la differenza tra un paese serio ed uno... fate voi...



                                                                 Il logo Turespaña di Joan Mirò


Vincenzo

venerdì 19 giugno 2009

365 all'alba!

                                                                                                         La mitica Renault 4


"Cerchiamo un posto dove si mangia bene e si spende il giusto".
"Bene, continuate su questa strada, fra un chilometro c'è un agriturismo che fa per voi".
Mangiammo alla stragrande, bevemmo come sempre troppo e pagammo convinti di non essere stati derubati!

Aveva una vecchia Renault 4 bianca, di quelle con la leva del cambio in alto: nel contesto della naja era un privilegiato, erano pochi, infatti, ad avere dietro la macchina.
Con quel vecchio mezzo, a cui un giorno si ruppe la retromarcia, girammo mezza provincia di Udine. Aperitivo al bar Commercio, negroni per me e white lady per lui, e poi via in cerca di locali nuovi.
Quelle cinque ore di libera uscita riuscivamo a farle sembrare una serata senza fine...

Chi non ha fatto il militare difficilmente riesce a capire la forza dei legami che si crea in quell'anno passato con la divisa addosso.
Si è giovani, all'inizio spaesati, in mezzo a persone sconosciute, lontano da casa, dagli affetti, dalle ragazze (quando c'erano), dagli amici. Si vive coi sensi amplificati. Non si hanno difese e quindi non si hanno barriere... si assorbe tutto come le spugne. 
Ricordo le lacrime trattenute a stento da molti alla cena congedanti.

Era da troppo tempo che non pensavo a queste cose: ben ritrovato, Baldan!

Vincenzo

domenica 14 giugno 2009

Nulla è scontato


                                         Bagno penale a Portoferraio - Telemaco Signorini, 1890


Caldo primo pomeriggio di un sabato di Giugno: una ragazza parla ad alta voce col suo fidanzato, o con suo marito, o con suo padre, o con un suo amico, o con non so chi... dice cose che non colgo appieno. 
Poi si mette la mano sulle labbra e fa un ampio movimento col braccio: manda un bacio con la mano, poi un altro, poi ancora, ancora e ancora. 
E poi non guardo più, prevale il pudore.

A Cagliari, su una delle sue colline, c'è un bel giardino pubblico, molto curato e con tante piante. Per raggiungerlo si passa da una piccola stradina pedonale che è una sorta di canyon: da un lato c'è una collinetta e dall'altro lato c'è il recinto del carcere.
Spesso, per comunicare coi carcerati, i congiunti salgono sulla collinetta e si rivolgono alle finestre con le sbarre che distano un cinquecento metri.

Quello che a molti di noi, nella nostra quotidianità, sembra normale, il camminare, il parlare, il correre, il baciarsi, per altri non lo è: mai dare nulla per scontato.


Vincenzo

martedì 9 giugno 2009

Il nocciolo della questione (5)


La fiducia nel prossimo


                    Un negozio di elettrdomestici del Cairo: le tv trasmettono il discorso di Obama


"È più facile dare inizio a una guerra che porle fine. È più facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. È più facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere è scegliere il cammino giusto, non quello più facile. C'è un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verità trascende nazioni e popoli, è un principio, un valore non certo nuovo. Non è nero, non è bianco, non è marrone. Non è cristiano, musulmano, ebreo. É un principio che si è andato affermando nella culla della civiltà, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. È la fiducia nel prossimo, è la fiducia negli altri, ed è ciò che mi ha condotto qui oggi". ( B.H. Obama).


Settimana scorsa il Presidente degli Stati Uniti è stato in visita in alcuni Paesi musulmani e ha pronunciato un bel discorso di speranza e di apertura all'università del Cairo, in Egitto, Africa.

Se uno dei doveri di un leader è quello di volare alto, di indirizzare, di dare speranza, non si può negare che Obama sia un grandissimo leader: e non vi nascondo che in questo periodo storico complesso lo vedo come una delle poche luci di speranza.

La parte di discorso che ho riportato mi ha colpito perchè ha l'ambizione di parlare all'uomo, al singolo, all' individuo: non è quello che gli Stati potrebbero fare, ma quello che ognuno di noi dovrebbe fare. Ed è un discorso che dovremmo traslare nella nostra quitidianità, nelle nostre città, nei nostri luoghi di lavoro.

La realtà è spesso dura, il pragmatismo è una necessità, ma senza i sogni, gli ideali e un pizzico di retorica, vivremmo certamente peggio. 

Vincenzo

martedì 2 giugno 2009

La Repubblica dei magnaccioni



                                              Alberto Sordi nel film "Un americano a Roma"

2 giugno, festa della Repubblica: dopo lo strepitoso successo nel programma tv "ballando sotto le stelle" il principe, si fa per dire, Emanuele Filiberto di Savoia viene candidato alle elezioni europee nelle liste UDC.  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56304&sez=ITALIA

Che abbia ragione Bossi quando dice che quelli del partito di Casini bisognerebbe riempirli di legnate?!?  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=60349&sez=HOME_INITALIA

Comunque, lasciamo perdere le notizie da cabaret e parliamo di cose serie: qual'è il piatto che potrebbe rappresentare meglio l'Italia e, quindi, la Repubblica?
Ero indeciso fra la pizza margherita e gli spaghetti pomodoro e basilico. Entrambi i piatti sono verdi, bianchi e rossi, come la bandiera, entrambi piacciono alla quasi totalità degli italiani ed entrambi si trovano in tutti i ristoranti della penisola, da nord a sud.
Come scegliere, allora? Vado per esclusione!
Dato che la margherita è stata creata da un non poco ruffiano pizzaiolo napoletano in onore della regina Margherita di Savoia nel 1889, scelgo gli spaghetti al pomodoro. 
Dopotutto è la festa della Repubblica, perbacco!

Ricetta per 4 persone.

Allora, per prima cosa gli ingredienti: devono essere di prima qualità se no, come in tutto nella vita, viene fuori una schifezza...

- Spaghetti: Gragnano, De Cecco o Barilla. 350 gr.

- Pelati sammarzano: sarebbero meglio i pomodori freschi nati a Pachino, ma comunque... Cirio o Coop vanno benissimo. Una bovata, o confezione.

- Olio d'oliva: dovrebbe essere inutile specificare extravergine e di ottima qualità. Meglio siciliano, si capisce. Abbastanza.

- 1 aglio: sul grosso, non raggrinzito e sfigatino.

- Basilico: deve essere fresco. 8 foglie.

Dopo aver soffritto l'aglio aggiungete i pomodori spezzettati con una forchetta. Fate cuocere 5 minuti a fuoco vivace, togliete l'aglio, aggiungete un bicchiere d'acqua, abbassate la fiamma e cuocete per una mezzoretta.
Gli spaghetti vanno scolati al dente: io, per non saper né leggere né scrivere, tolgo 2 minuti al tempo di cottura indicato sulla confezione. 
Buttateli nella padella del sugo, aggiungete il basilico e fate amalgamare bene.

Come vino direi un Prosecco di Valdobbiadene, ma ci sta benissimo anche un rosso: con un Chianti classico non si sbaglia mai.

Viva la Repubblica.


Vincenzo