venerdì 23 ottobre 2009

La Paura è il nostro peggior nemico

Lupo iberico - Jose Luis Rodriguez



Ecco la foto di Jose Luis Rodriguez, vincitrice del concorso Wildlife Photographer of the year 2009.

Rimangono solo mille - duemila esemplari di lupi iberici (una sottospecie del lupo grigio) nel nord della Spagna.
L'uomo, credendoli pericolosi, li ha sterminati.

L'ignoranza genera paura.


Vincenzo

mercoledì 14 ottobre 2009

Intestucciato

Sbarco Alleato in Sicilia, 1943 - Robert Capa



E l'accendino in tasca che fa passato, che anche se non fumi serve.
Sono intestucciato.
Intestucciato, che termine curioso: rende l'idea, però.

"Capitano, dammi la rotta!". " Sei tu il capitano!".

In realtà, i testi in inglese delle canzoni non li capisco: mi piace il ritmo, intuisco qualche frase, qualche parola e se mi incuriosisco cerco la traduzione. A volte è una brutta sorpresa, nel senso di testo del cazzo (che fa supporre una testa di cazzo di cantante) e a volte, invece, è una bellissima sorpresa.
E' il caso di Under pressure, dei Queen: c'è questa strofa che fa:

"Why - why - why ?
Love love love love love
Insanity laughs under pressure we're cracking
Can't we give ourselves one more chance
Why can't we give love that one more chance
Why can't we give love give love give love give love
give love give love give love give love give love"


Bella. E non la traduco, perchè voi l'Inglese lo conoscete, vero??!!?

Tirano giù il Giants Stadium, giù in Jersey, e Bruce ci ha tenuto l'ultimo concerto.
Per l'occasione ha scritto una canzone: "Wrecking ball".


Ecco, a volte ci vorrebbe una di quelle palle per tirare giù tutto e poi ricostruire.
Bella la tromba.

Chissà com'è continuata la vita del contadino della foto qui sopra, scattata da Capa nelle campagne siciliane durante lo sbarco Alleato del 1943.
Sembra un mio vecchio zio morto da poco, quel contadino.
Un amico fraterno di mio nonno.
In Sicilia tutto cambia per non cambiare, altro che americani.

Sono intestucciato.

Vincenzo

giovedì 24 settembre 2009

Il filo dei ricordi







Un albero di amarene

Una lucertola morta in una scatola di dentifricio

Il segno del cuscino sul viso

Retromarcia in autostrada

Un gioiello perso in una pista da ballo

La messa Gospel

Siciliani a Torino


Filo di rame, filo di perle, filo del discorso, filo di trucco, ti faccio il filo, appeso a un filo, filo di pancia, filo da cucire, filo incazzato, filo doppio, filo logico, filo chirurgico, filo di fumo, filo di ruggine, filo del rasoio, filo arrossato, filo stonato, filo imprudente, sempre sorprendente.

...un filo lega tutto, mai spezzare i fili...


Vincenzo


venerdì 11 settembre 2009

Il nocciolo della questione (8)



Il treno dei desideri


Tramonto sulla stazione di Krasnodar, Russia


Sono affascinato dai treni, ogni volta che ne vedo uno, in stazione o su qualche passante cittadino, lo guardo con piacere, quasi con affetto.
Ho trascorso molte ore della mia vita sui treni, specie da bambino.
Viaggi che dovevano durare 14 ore molte volte ne duravano 24: mi riferisco ai treni degli immigrati che ogni estate facevano la spola tra nord e sud Italia. Nel caso della mia famiglia da Milano alla Sicilia: viaggi interminabili, sudati, odorosi, assonnati.
E malgrado ciò, o, per paradosso, proprio per queste reminiscenze infantili, amo i treni.

E di treni voglio parlare.
Anzi, voglio parlare delle scelte strategiche di Trenitalia, ben sapendo che le ferrovie sono pubbliche e quindi le loro scelte, alla fin fine, sono dettate dalla nostra classe politica.
Dire che le scelte sono dettate da noi cittadini mi sembra un po' troppo!

Parliamo di alta velocità: della tanto decantata "freccia rossa" che, a detta dei ferrovieri, altro non è, in moltissimi casi, che il vecchio convoglio eurostar verniciato di rosso!

Se, per ipotesi, volessi andare da Milano a Rimini in treno avrei due opportunità: o un diretto eurostar che ci impiegherebbe 3 ore e 34 e mi costerebbe 33,30 euro, oppure, sfruttando l'alta velocità, potrei arrivare a Bologna, cambiare convoglio e risparmiare 30 minuti!
Certo, spenderei 19 euro in più e farei un cambio.
Mhh, ottimo, direi!

Se invece, sempre per ipotesi, volessi andare a Napoli non avrei bisogno di far cambi a Bologna: un bel frecciarossa mi porterebbe direttamente nell'ex capitale borbonica in appena 5 ore e 35 minuti alla modica cifra di 83,60 euro.
Certo, qualcuno potrebbe obbiettare che con Meridiana volo a Napoli in 1 ora e 20 spendendo solo 6 euro in più... ma io potrei controbattere dicendo che il viaggio in treno è più affascinante.
Mhh, poco convincente?

A mio avviso l'alta velocità è un lusso che si possono permettere i paesi ricchi, i paesi dove la rete ferroviaria ordinaria è ad un buon livello: Francia, Germania e Giappone, per fare degli esempi.
Grandi zone dell'Italia, soprattutto in meridione, non sono servite dalla ferrovia. In Sicilia, spesso, è ancora presente il monorotaia.
I treni ordinari sono spesso guasti, sporchi, in ritardo.
I treni pendolari sono in condizioni pietose, vergognose, indegne di un paese civile.
Non scherzo, in Tunisia ho visto treni migliori di quelli da noi usati per studenti e lavoratori!

Detto questo, mi chiedo: che senso ha spendere le poche risorse a disposizione per qualcosa di superfluo come l'alta velocità?
E' troppo avere come desiderio che i soldi pubblici vengano spesi per il bene di tutti e non per le speculazioni di pochi?


Vincenzo



giovedì 6 agosto 2009

Guidare tutta la notte




Cenare alle 19,00... molto lombardo, molto anziano, molto palloso.
A volte fai quello che vuoi, a volte ti adegui...

Vorrei guidare tutta la notte.


".... e vorrei che Dio mi mandasse una parola, mi mandasse qualcosa che potessi avere paura di perdere ....".


Vincenzo

domenica 26 luglio 2009

90 anni alla grande



                                   Fiori di ficodindia sui monti Nebrodi - Chiara Samugheo


Per quella volta che un topo è entrato in sala e tu lo hai ucciso con la scopa...

Per quella volta che ti ho chiusa nello stanzino... 

Per quella volta che è entrato un pipistrello in bagno e lo hai neutralizzato con lo scopino del gabinetto...

Per tutte le volte che prima del pane mi hai preparato la "guastedda"...

Per le volte che "sei stanco del viaggio, ti ho fatto la gallina a brodo"...

Per la foto che hai nella vetrinetta...

Per il boccale da riempire con la granita...

Per quel giro nell'orto una decina di anni fa...

Per i racconti di quando eri giovane...

Per l'esempio di forza...

Per il discorso di 10 giorni fa...

Per le lacrime quando vado via...

Per tutto quello che sarai...

Auguri, nonna.


Vincenzo



venerdì 10 luglio 2009

Il nocciolo della questione (7)


Gerontocrazia



                                                I presidenti Obama e Napolitano con le rispettive consorti. 


All'Aquila è in corso il G8.
Nutro forti dubbi sull'utilità di questi vertici: mi danno l'impressione di essere una passerella per i potenti del mondo, momenti di giusta aggregazione, con molte foto e molti banchetti, ma dove difficilmente si riesce a prendere delle decisioni che siano una sintesi di tante esigenze spesso discordanti.
L'unica trovata geniale è stata la grossa scritta fatta da dei terremotati su un prato visibile dalla sede del vertice: "yes, we camp".

L' aspetto di cui voglio parlare, però, è un altro. 
Obama è stato ricevuto al Quirinale dal nostro presidente della Repubblica: mi è sembrato il nipotino che va a trovare il nonno.

Uno fra i problemi che affliggono l'Italia è l'avere una classe politica vecchia.
Per restare alle due figure pubbliche più importanti, il presidente del consiglio e quello della Repubblica, notiamo che uno, Berlusconi, ha 73 anni di cui 15 passati in politica e l'altro, Napolitano, ha ben 84 anni di cui 56 passati nelle istituzioni.
 
Ora, con tutto il rispetto che si può avere per le persone anziane, anzi, usiamo le parole in modo appropriato... con tutto il rispetto che si deve avere per i vecchi, bisogna rendersi conto che nella vita ci sono stagioni diverse e che l'età che precede la morte naturale è da vivere in serenità, magari accudendo i nipotini, magari dando saggi consigli ai più giovani... ma lasciando le leve del comando a persone più giovani e forti.

Questo in tutti i campi, si capisce, ma a maggior ragione in politica, in un settore che chiama a responsabilità enormi e a scelte che riguardano la collettività, la res publica.


Vincenzo




martedì 7 luglio 2009

Blood Brothers


Berna, 30 giugno 2009. Clarence Clemons, malato di artrosi, viene accompagnato da Bruce Springsteen al suo posto per il concerto allo Stade De Suisse: come ricompensa, un bacio. 


Quando avrai bisogno io sarò lì

E aiutando te aiuterò me

Per sempre blood brothers


Vincenzo


giovedì 25 giugno 2009

Il nocciolo della questione (6)


Alta arte figurativa...


                                                                                Il nuovo logo "Italia"


A volte delle cose piccole, degli avvenimenti all'apparenza poco importanti, marginali, possono spiegare meglio di mille discorsi la realtà in cui viviamo.

Ieri pomeriggio, alla presenza del presidente del Consiglio, il ministro del turismo (sì, da un mesetto abbiamo anche il ministro del turismo nella persona di Michela Vittoria Brambilla: per quali meriti questa signora sia diventata ministro della Repubblica, non lo so... qualche sospetto mi viene, ma lo tengo per me) il ministro, dicevo, ha presentato il nuovo logo che rappresenterà e darà lustro all'Italia nel mondo.

Adesso, dire che il nuovo logo è brutto è un elegante eufemismo tanto quanto dire che sono rimasto stupito nel leggere quali ispirazioni sono state seguite per idearlo: " abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita".
Spero che almeno il ministro abbia capito quello che ha detto. 

Ci sono cose più importanti di un logo, mi rendo conto: e però pensare che si agisce con tanta sciatteria, che si danno ministeri a persone totalmente incompetenti, che si scelgono grafici con chissà quali criteri clientelari (parliamoci chiaro, un qualsiasi ragazzo appena uscito da una scuola di grafica avrebbe fatto un lavoro migliore di quello) lascia l'amaro in bocca.

Guardando quel logo obrobrioso mi è venuto in mente il lavoro che il ministero del turismo spagnolo commissionò a Joan Mirò nel 1983: ecco, dispiace dirlo, ma il confronto delle opere marca la differenza tra un paese serio ed uno... fate voi...



                                                                 Il logo Turespaña di Joan Mirò


Vincenzo

venerdì 19 giugno 2009

365 all'alba!

                                                                                                         La mitica Renault 4


"Cerchiamo un posto dove si mangia bene e si spende il giusto".
"Bene, continuate su questa strada, fra un chilometro c'è un agriturismo che fa per voi".
Mangiammo alla stragrande, bevemmo come sempre troppo e pagammo convinti di non essere stati derubati!

Aveva una vecchia Renault 4 bianca, di quelle con la leva del cambio in alto: nel contesto della naja era un privilegiato, erano pochi, infatti, ad avere dietro la macchina.
Con quel vecchio mezzo, a cui un giorno si ruppe la retromarcia, girammo mezza provincia di Udine. Aperitivo al bar Commercio, negroni per me e white lady per lui, e poi via in cerca di locali nuovi.
Quelle cinque ore di libera uscita riuscivamo a farle sembrare una serata senza fine...

Chi non ha fatto il militare difficilmente riesce a capire la forza dei legami che si crea in quell'anno passato con la divisa addosso.
Si è giovani, all'inizio spaesati, in mezzo a persone sconosciute, lontano da casa, dagli affetti, dalle ragazze (quando c'erano), dagli amici. Si vive coi sensi amplificati. Non si hanno difese e quindi non si hanno barriere... si assorbe tutto come le spugne. 
Ricordo le lacrime trattenute a stento da molti alla cena congedanti.

Era da troppo tempo che non pensavo a queste cose: ben ritrovato, Baldan!

Vincenzo

domenica 14 giugno 2009

Nulla è scontato


                                         Bagno penale a Portoferraio - Telemaco Signorini, 1890


Caldo primo pomeriggio di un sabato di Giugno: una ragazza parla ad alta voce col suo fidanzato, o con suo marito, o con suo padre, o con un suo amico, o con non so chi... dice cose che non colgo appieno. 
Poi si mette la mano sulle labbra e fa un ampio movimento col braccio: manda un bacio con la mano, poi un altro, poi ancora, ancora e ancora. 
E poi non guardo più, prevale il pudore.

A Cagliari, su una delle sue colline, c'è un bel giardino pubblico, molto curato e con tante piante. Per raggiungerlo si passa da una piccola stradina pedonale che è una sorta di canyon: da un lato c'è una collinetta e dall'altro lato c'è il recinto del carcere.
Spesso, per comunicare coi carcerati, i congiunti salgono sulla collinetta e si rivolgono alle finestre con le sbarre che distano un cinquecento metri.

Quello che a molti di noi, nella nostra quotidianità, sembra normale, il camminare, il parlare, il correre, il baciarsi, per altri non lo è: mai dare nulla per scontato.


Vincenzo

martedì 9 giugno 2009

Il nocciolo della questione (5)


La fiducia nel prossimo


                    Un negozio di elettrdomestici del Cairo: le tv trasmettono il discorso di Obama


"È più facile dare inizio a una guerra che porle fine. È più facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. È più facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere è scegliere il cammino giusto, non quello più facile. C'è un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verità trascende nazioni e popoli, è un principio, un valore non certo nuovo. Non è nero, non è bianco, non è marrone. Non è cristiano, musulmano, ebreo. É un principio che si è andato affermando nella culla della civiltà, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. È la fiducia nel prossimo, è la fiducia negli altri, ed è ciò che mi ha condotto qui oggi". ( B.H. Obama).


Settimana scorsa il Presidente degli Stati Uniti è stato in visita in alcuni Paesi musulmani e ha pronunciato un bel discorso di speranza e di apertura all'università del Cairo, in Egitto, Africa.

Se uno dei doveri di un leader è quello di volare alto, di indirizzare, di dare speranza, non si può negare che Obama sia un grandissimo leader: e non vi nascondo che in questo periodo storico complesso lo vedo come una delle poche luci di speranza.

La parte di discorso che ho riportato mi ha colpito perchè ha l'ambizione di parlare all'uomo, al singolo, all' individuo: non è quello che gli Stati potrebbero fare, ma quello che ognuno di noi dovrebbe fare. Ed è un discorso che dovremmo traslare nella nostra quitidianità, nelle nostre città, nei nostri luoghi di lavoro.

La realtà è spesso dura, il pragmatismo è una necessità, ma senza i sogni, gli ideali e un pizzico di retorica, vivremmo certamente peggio. 

Vincenzo

martedì 2 giugno 2009

La Repubblica dei magnaccioni



                                              Alberto Sordi nel film "Un americano a Roma"

2 giugno, festa della Repubblica: dopo lo strepitoso successo nel programma tv "ballando sotto le stelle" il principe, si fa per dire, Emanuele Filiberto di Savoia viene candidato alle elezioni europee nelle liste UDC.  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=56304&sez=ITALIA

Che abbia ragione Bossi quando dice che quelli del partito di Casini bisognerebbe riempirli di legnate?!?  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=60349&sez=HOME_INITALIA

Comunque, lasciamo perdere le notizie da cabaret e parliamo di cose serie: qual'è il piatto che potrebbe rappresentare meglio l'Italia e, quindi, la Repubblica?
Ero indeciso fra la pizza margherita e gli spaghetti pomodoro e basilico. Entrambi i piatti sono verdi, bianchi e rossi, come la bandiera, entrambi piacciono alla quasi totalità degli italiani ed entrambi si trovano in tutti i ristoranti della penisola, da nord a sud.
Come scegliere, allora? Vado per esclusione!
Dato che la margherita è stata creata da un non poco ruffiano pizzaiolo napoletano in onore della regina Margherita di Savoia nel 1889, scelgo gli spaghetti al pomodoro. 
Dopotutto è la festa della Repubblica, perbacco!

Ricetta per 4 persone.

Allora, per prima cosa gli ingredienti: devono essere di prima qualità se no, come in tutto nella vita, viene fuori una schifezza...

- Spaghetti: Gragnano, De Cecco o Barilla. 350 gr.

- Pelati sammarzano: sarebbero meglio i pomodori freschi nati a Pachino, ma comunque... Cirio o Coop vanno benissimo. Una bovata, o confezione.

- Olio d'oliva: dovrebbe essere inutile specificare extravergine e di ottima qualità. Meglio siciliano, si capisce. Abbastanza.

- 1 aglio: sul grosso, non raggrinzito e sfigatino.

- Basilico: deve essere fresco. 8 foglie.

Dopo aver soffritto l'aglio aggiungete i pomodori spezzettati con una forchetta. Fate cuocere 5 minuti a fuoco vivace, togliete l'aglio, aggiungete un bicchiere d'acqua, abbassate la fiamma e cuocete per una mezzoretta.
Gli spaghetti vanno scolati al dente: io, per non saper né leggere né scrivere, tolgo 2 minuti al tempo di cottura indicato sulla confezione. 
Buttateli nella padella del sugo, aggiungete il basilico e fate amalgamare bene.

Come vino direi un Prosecco di Valdobbiadene, ma ci sta benissimo anche un rosso: con un Chianti classico non si sbaglia mai.

Viva la Repubblica.


Vincenzo

venerdì 29 maggio 2009

Il nocciolo della questione (4)


Youngstown



                                                    La raffineria Saras di Sarroch, Cagliari - Ansa


Martedì pomeriggio sono morti tre operai mentre lavoravano in una raffineria vicino Cagliari.
Come troppo spesso accade i sistemi di sicurezza erano inadeguati.
La stampa ne ha parlato molto: un po' per il numero delle vittime e un po' per la notorietà della famiglia proprietaria dell'impianto industriale.

La ricerca del profitto, la voglia di guadagnare, la sete di ricchezza sono ambizioni umane più che legittime: sono il volano che spinge le persone a lavorare, a impegnarsi e, in definitiva, a migliorarsi. 
L'uomo, però, se viene lasciato libero di seguire i sui sogni di ricchezza, se viene lasciato libero nel "mercato", tenderà a mettere il profitto in cima ai suoi pensieri a discapito di tutti gli altri valori. 
Una società civile non dovrebbe permettere che sull'altare del profitto venga sacrificata la vita umana. 
Non c'è scitto da nessuna parte che un uomo si debba arricchire oltre ogni limite, oltre lo spendibile, oltre il ragionevole.

Youngstown è una delle più belle canzoni di Bruce Springsteen.
Parla del glorioso passato e del tragico presente dei lavoratori siderurgici di una cittadina dell'Ohio: orgoglio per aver prodotto l'acciaio con cui è stata costruita l'America e umiliazione per la perdita del lavoro e dell'identità causate dalle delocalizzazioni produttive.
C' è una strofa che dice:

"La storia è sempre la stessa
Settecento tonnellate di metallo al giorno
Ora signore, mi dici che il mondo è cambiato
Un tempo ti ho fatto molto ricco
Talmente ricco che ti sei dimenticato il mio nome".

Ecco, per una volta sarebbe bello cambiare la storia: dimenticare il nome della famiglia ricca e ricordare i nomi di chi l' ha resa così ricca.

Daniele Melis.
Bruno Muntoni.
Luigi Solinas.


Vincenzo

 

lunedì 25 maggio 2009

L'ultimo degli Invincibili


                                                                           Paolo Maldini

Avvenimenti a segnare un prima da un dopo,  come pietre miliari, come spartiacque.

Ieri ultima partita a San Siro di Paolo Maldini.
Nils Liedholm lo fece debuttare in serie A il 20 gennaio 1985. 
In questo arco di tempo ha vinto cinque coppe dei campioni, sette scudetti, cinque supercoppe europee, tre coppe intercontinentali, cinque supercoppe italiane, una coppa italia: sempre con la maglia rossonera.

Bene così...

Vincenzo


venerdì 22 maggio 2009

Il nocciolo della questione (3)


God save the Queen


                                                                                                              Winston Churchill


Winston Churchill fu primo ministro conservatore durante la seconda guerra mondiale e portò l'Inghilterra alla vittoria contro le potenze dell'Asse. 
In qualsiasi altro paese, con credenziali del genere, sarebbe rimasto primo ministro a vita: nelle elezioni del luglio 1945, invece, gli inglesi pensarono che Churchill fosse un Premier da periodo di guerra, non da periodo di pace, e quindi elessero il candidato laburista.

Questo piccolo aneddoto dice molto sulla mentalità inglese e credo ci aiuti a capire meglio le due notizie di cui voglio parlare oggi che ci arrivano, appunto, dall'Inghilterra.

La prima è una notizia che sta a cavallo fra l'attualità politica e la storia: si è dimesso lo Speaker di Westminster. E' la prima volta in 400 anni.
Il terremoto che ha portato alle dimissioni della terza carica dello stato, dopo la Regina e il Premier,  è stato provocato da un'inchiesta del Daily Telegraph che ha portato a conoscenza dell'opinione pubblica gli abusi sui rimborsi spese di cui hanno diritto i parlamentari britannici.
Si è scoperto che alcuni parlamentari si sono fatti rimborsare la costruzione della piscina, altri quella del campo da tennis. Sono venuti fuori rimborsi per cene al ristorante, spese al supermercato, acquisti di tavolette di cioccolata e di scatole di assorbenti Tampax: tutte cose che con l'attività parlamentare c'entrano poco.

Sapendo che i nostri deputati guadagnano il doppio dei colleghi d'oltremanica, aggiungendo che nel nostro parlamento siedono 18 condannati in via definitiva e 62 indagati, sommando tutte le prebende, tra cui i portaborse profumatamente retribuiti, di cui godono i nostri onorevoli,  a noi italiani queste scorrettezze britanniche sembrano delle bagianate. 
Gli inglesi, invece, si sono incazzati come le bestie: la furia popolare ha portato, finora, alle dimissioni dello Speaker, di un ministro, di due membri della camera dei Comuni ed alla messa sotto inchiesta di due membri della camera dei Lord.
Molti osservatori prevedono che il Labur, il partito oggi al governo, riceverà una batosta epocale alle prossime elezioni europee.

L'altra notizia di cui voglio parlare ci riguarda più direttamente: sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui è stato condannato per corruzione in atti giudiziali l'avvocato Mills. In pratica il legale inglese ha intascato 600.000 dollari per testimoniare il falso in un processo, così da proteggere Silvio Berlusconi e la Fininvest dalle accuse loro mosse. 
Inutile ricordare che il nostro premier ha evitato il processo tramite il "lodo Alfano".
Ora, che il Berlusca abbia iniziato a gridare al complotto, a insultare i soliti giudici comunisti, a spergiurare che lui quell'avvocato inglese non lo conosce nemmeno, non dovete certo scoprirlo in questo blog: lo dicono tutti i tg! 
Quello che i telegiornali non dicono, invece, è la notizia nuda e cruda, la notizia che ha portato alla sentenza, una notizia che nasce in Inghilterra.

Nel 2004 David Mills, legale di Berlusconi in Inghilterra, terrorizzato dall'idea di poter essere indagato per evasione fiscale ( non ridete, indagato dal fisco britannico!!!) scrive una lettera al proprio fiscalista per spiegargli l'origine di 600.000 dollari che sono finiti sul suo conto. 
" Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione... Sapevano bene che il modo in cui avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nel quale l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo".
Questo scriveva Mills al fiscalista il quale, temendo di essere indagato per complicità in un reato ( non ridete, si parla di avvocati, commercialisti e autorità inglesi, non italiane!!!) passa la lettera alla magistratura britannica, la quale la trasmette a quella italiana. 

Complotto internazionale, verrebbe da dire...  ma dare dei comunisti ai giudici di Sua Maestà sarebbe troppo, of course.

Vincenzo
 


lunedì 18 maggio 2009

Tipi da parco

                                          Luca Manieri - Parco Naturale del Monte San Bartollo, Marche


Giorni fa, correndo nel mio solito parco, mentre ripensavo alle mie prime stentate, sofferte e un po' penose corsette dell'anno scorso,  mi sono ritrovato a studiare le persone che incrociavo, i runners "nuovi", quelli che non si vedono d'inverno.

La primavera infatti, oltre ai primi caldi, porta con sé la voglia di relax, la voglia di vacanze, la voglia di mare.
E la voglia di mare porta con sé il ricordo che il bagno si fa in costume. Come d'incanto molte persone si accorgono di avere la pancietta, si vedono sovrappeso, si sentono fuori forma e decidono, quindi, di correre ai ripari: decidono di correre! 

Ecco, allora, le graziose ragazze che si legano la felpa in vita: presumibilmente lo fanno per non farsi guardare il sedere da loro giudicato grosso.

Ci sono poi quelli che se fanno una cosa la vogliono fare bene e quindi sono andati da Decathlon e ci hanno lasciato mezzo stipendio: scarpe Asics ultimo modello, maglia Adidas super tecnologica e traspirante con calzoncini in tinta, i-Pod nuovo, cappellino Nike, occhiali fate voi cosa... ma di gran marca!  

Poi c'è quello che è convinto, chissà perchè,  che più si suda e più si dimagrisce: sotto il sole cocente si mette il k-way rischiando la disidratatzione!

Simpaticissime sono quelle che io chiamo "le profumate". Sono ragazze non particolarmente veloci, ma comunque atletiche: quando le incroci evitano attentamente di scambiare uno sguardo, in compenso, però, ti lasciano nel naso una scia di profumo che tramortisce.

L'anziano: lo guardi e lo invidi: non certo per l'età, ma per la voglia e la costanza che mette nella corsa.

Il giovane atleta: corre al parco solo nella bella stagione, pratica uno sport anaerobico, è senz'altro in forma e questo lo porta alla sfida: solitamente rimane scornato sulle lunghe distanze.

L'obeso. Un po' fa rabbia, un po' fa pena, molto fa simpatia. Il medico gli ha detto: "la dieta non basta, serve movimento" e lui si è infilato le scarpette. Chiaramente cammina, ma l'essere al parco è già una vittoria.

La coppia di fidanzati. Solitamente il runner è lui: lei è stata trascinata a correre e non fa nulla per nascondere la fatica e il disappunto.

Quello che corre col cane e quello che corre seguendo l'amico che va in bici, quello che corre da solo e quello che corre in gruppo, quello che va forte e quello che va piano...

Che bello correre: nell'attimo in cui tutt' e due i piedi sono staccati da terra, sembra di volare.

Vincenzo

mercoledì 13 maggio 2009

Il nocciolo della questione (2)


Apartheid, che ridere


                                                               Apartheid sui mezzi pubblici - Johannesburg, 1982                                                                                                                             

Tutto avrei potuto immaginare, tranne di dover un giorno rimpiangere il sindaco Pillitteri.

Andiamo con ordine: la notizia che voglio commentare oggi risale a settimana scorsa. 
E' la proposta di Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord nel consiglio comunale di Milano, nonchè deputato della Repubblica, di riservare dei posti sui mezzi pubblici ai milanesi.
Così da tenerli separati dagli extacomunitari.

L'idea di Salvini, non originalissima in verità, qualcosa avevano sperimentato in Sud Africa ai tempi dell'apartheid, è stata così sopra le righe da provocare un quasi unanime sdegno. 
Dico quasi perchè qualche importante voce che ha voluto minimizzare il fatto c'è stata: il solito Berlusconi, che ha parlato di "provocazione" e il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha parlato di una "battuta". 
Una battuta: quindi dovrebbe far ridere. 
Questo spensierato buonumore del sindaco mi ha fatto tornare in mente un fatto capitato in città nel 1991. 

Vicino al deposito mezzi dell'atm di viale Palmanova si era insediato un campo di extracomunitari. Ben presto la convivenza fra gli stranieri e i tranvieri si fece tesa e quest'ultimi, spalleggiati da un sindacato autonomo, indirono uno sciopero chiedendo lo spostamento del campo. 
Il sindaco Pillitteri, dopo tre giorni di sciopero selvaggio che aveva quasi messo in ginocchio la città, si recò nel deposito per parlamentare con gli autisti, ma lì, parole sue, "fui accolto con un volantino che diceva, tra l' altro, stop ai vu' cumpra' , comincia la lotta per la pulizia civile".
Leghisti della prima ora, verrebbe da dire.
Nacque una rissa verbale memorabile, epica, bellissima.


Fra i molti  insulti, il Pilli gridò ai tranvieri: "Sporchi fascisti, squadristi, nazisti, razzisti, barboni, pezzenti, siete la vergogna di Milano, straccioni, siete uno pseudo sindacato. Siete la vergogna della classe operaia".

Ora, scacciando la tristezza che viene a sentire un socialista, o presunto tale, che dà dei barboni, straccioni e pezzenti a degli operai, quello che salta all'occhio è l'uso dei termini "fascista" e  "razzista" a mo' di insulto. 
Fino a non motli anni fa avevamo un sindaco che pensava di offendere il suo interlocutore dandogli del razzista. 

Oggi abbiamo la Moratti, che non solo accetta di avere Salvini nella sua maggioranza, ma che trova anche divertenti le sue proposte. 
Pardon, le sue battute.



                                                                                                          Cape Town, 1982                                                                                                                                                                                                                                                                                                   
Vincenzo







lunedì 11 maggio 2009

Reminiscenze da teenager

                                                  Samantha Fox, icona sexy anni '80


Gente, ho letto una notizia e mi si sono strabuzzati gli occhi, ho avuto una mezza sincope, ho perso il sonno per tre giorni... meno male che dormivo la notte!!!

Samantha Fox si sposa.
E con chi si sposa? Con una donna. 
E non è un colpo di fulmine, è il coronamento di una storia d'amore che va avanti da anni.

Mi sono sentito deluso e preso in giro: ma come, un'icona sexy anni '80, una delle prime maggiorate del mondo dello spettacolo, una che cantava "touch me". Una che spopolava sulle copertine di Cioè, Bliz e compagnia bella, una che era diventata il sogno erotico di milioni di ragazzini, fra cui il sottoscritto, mi ha preso in giro?!?
Non voleva essere toccata da noi maschietti?!?

E' proprio vero: non ci si può fidare di nessuno....

Auguri, Samantha!

Vincenzo

Qui Samantha Fox in touch me:

mercoledì 6 maggio 2009

Il nocciolo della questione (1)

Piccola premessa.

Inauguro la prima rubrica del blog: il nocciolo della questione. 
Raccontava Indro Montanelli che anche durante il Ventennio, quando imperava il Minculpop, se un cittadino voleva informarsi, con un po' d'impegno, leggendo fra le righe dei quotidiani, incrociando le informazioni ci riusciva in modo accettabile.
Oggi non viviamo in un regime, ci mancherebbe... anche se lo pensassi non lo direi, verrei preso per matto. E però, l'informazione assomiglia sempre più alla disinformazione e il rischio di andar fuori strada è sempre presente.
Questa rubrica vorrebbe mettere sulla strada giusta, vorrebbe far parlare dei problemi veri, vorrebbe essere uno strumento per evitare di essere presi per il naso.
Questa rubrica vorrebbe far guardare alla luna e non al dito che la indica.
Come diciamo a Milano... "sperem"...


Lo specchio


                                    Belen Rodriguez: modello per molte ragazze

L'onore di aprire la nuova rubrica non poteva che andare alla notizia che ci ammorberà nelle prossime settimane, se ci andrà bene: la separazione di Veronica Lario da suo marito, il nostro benamato premier Silvio Berlusconi.
Tranquilli, non vi voglio tediare col riepilogo dei fatti, con domande se ha ragione lui quando dice che pretende le scuse dalla moglie... perchè lui non va con le ragazzine!... o se ha ragione lei che non ce la fa più, che dice che "non sta bene", che "va con le minorenni"... dopotutto Noemi, la minorenne appunto, non ha dichiarato che lo ha incontrato a Roma e a Napoli?

Noemi, di lei vorrei parlare. La vera vittima, trattata da molti mezzi d'informazione come una donna adulta, come un'ammaliatrice, come una donna di spettacolo, come una puttanella.
La generazione dei miei genitori, quella che oggi ha superato i sessant'anni, magari a diciott'anni era già sposata con figli; oggi no, a diciott'anni si è ancora bambini. E quindi io Noemi la vedo come una vittima inconsapevole.
Una vittima dei disvalori della società, una vittima di un modo distorto di vedere la vita da parte di molti adulti. Il problema vero è lei, sono le nuove generazioni che rischiano di essere rovinate. Berlusconi è già perso! 
Ho letto un'intervista agghiacciante al padre della ragazza: alla domanda se non trovava inopportuno aver permesso alla figlia di fare un book fotografico "da adulta" per poi inviarlo, tra gli altri, al presidente del consiglio, ha risposto " mia figlia ha sempre avuto il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo... che male c'è?".
Già, che male c'è? 
Ho l'impressione che per un gran numero di italiani l'avere successo, il diventare ricchi, il diventare famosi sia più importante dell'avere una buona istruzione, un lavoro onesto, dei principi in cui credere. Sia più importante dell'onestà.
Credo che il nocciolo della questione, quello di cui varrebbe la pena parlare,  è che una grossa fetta della società italiana è marcia. Il nostro premier, con le sue tv, ne è lo specchio nemmeno troppo deformato.

Vincenzo